Si possono classificare i tè anche in base al loro aspetto dopo la lavorazione. Si hanno, quindi, le seguenti categorie:
- Tè a foglie sfuse: di gran lunga la categoria più comune, si divide in cinque sottogruppi:
a) a foglia piccola (di solito eccellente ma non sempre);
b) a foglia grande (può annoverare tè buoni ma raramente eccellenti);
c) a foglia sminuzzata (comprende tè ottimi e mediocri);
d) parti volatili;
e) polvere;
Nessun intenditore di tè degno di questo nome presterebbe la benché minima attenzione agli ultimi due gruppi che rappresentano i residui di lavorazione degli altri tre gruppi. Per quanto riguarda il tè in bustina, non vi è niente di intrinsecamente negativo in esse, ma quasi sempre, esse contengono proprio parti volatili e polvere, cioè la forma più scadente e meno costosa di tè in foglie.
- Tè in pasta: usato anticamente e oggi quasi introvabile, eccettuato un tipo di tè P'u-Êrh impiegato a scopo medicinale.
- Tè in polvere: usato anticamente, ma ancora presente, soprattutto in Giappone (MAT-CHA) usato nelle cerimonie del tè.
- Tè in tavolette: costituito da pasta di tè essiccata e pressata. Tipo di lavorazione diffusa in epoche passate e oggi quasi abbandonata.
- Tè in panetti: blocchetti oblunghi di foglie di tè, solitamente rosso (nero), ben compresse. Sono molto diffusi in Asia centrale, in Russia e in altri paesi, ma è difficile trovarli in Europa.
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